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"IN CAMMINO VERSO SANTIAGO" - Class Novembre 2012
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"SUL CAMMINO DI SANTIAGO DE COMPOSTELA" - Chi 29 Agosto 2012
Cari amici sono rientrato da un lungo pellegrinaggio sul Cammino di Santiago che ho percorso a piedi per 800 chilometri, ed è stata un esperienza straordinaria che mi ha cambiato la vita, in queste settimane mi sto dedicando alla stesura del mio nuovo romanzo che intitolerò:
"LE TRE VIE DELLA VITA" e la storia sarà ambientata proprio lungo la Via di Santiago, ora lo farà visionare a qualche casa editrice e poi vi farò sapere quando uscirà in libreria.
Colgo l'occasione per ringraziarvi per i numerosi messaggi di amicizia che ricevo quotidianamente sul sito o sul mio profilo Facebook(Marco Deambrogio) ora che sono a casa risponderò a tutti, e mi scuso se per un pò non mi sono fatto sentire...
Vi allego la pubblicazione fatta della mia ultima intervista uscita sul settimanale CHI dedicata al Cammino...
Un forte abbraccio a tutti.
Marco
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"CECENIA ANNO ZERO"
Cari amici rieccomi a casa ….sono appena rientrato da un lungo viaggio che mi ha portato dall’Italia alla Cecenia via terra.
10.000 chilometri attraverso: Austria,Ungheria ,Ucraina,Russia,Kabardino Balkaria,Ossezia del Nord ,Inguscezia e tappa finale del viaggio Grozny la capitale della Cecenia.
Il settimanale OGGI ha avuto l’esclusiva del mio racconto e vi invito a dare un occhiata al pezzo , troverete 7 pagine inedite di foto e diario di viaggio.
Dopo il mio reportage troverete anche l’intervista allo scrittore Nicolai Lilin che ci racconta la sua Cecenia, colgo l’occasione per ringraziarlo per la sua post fazione al mio reportage .
Clicca per ingrandire le immagini e leggere l'articolo e foto
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"Viaggio in Transnistria 2009"
“Transnistria …e dove si trova ?…io non l’ho mai sentito nominare questo paese straniero...”
Anch io non conoscevo la repubblica di Transnistria ne tantomeno immaginavo dove fosse posizionata dal punto geografico.
Ma dopo avere letto lo straordinario libro:
”Educazione Siberiana” di Nicolai Lilin edito da Einaudi,mi sono documentato e ho scoperto la sua esatta ubicazione.
L'autore viene dalla Transnistria,ma ora vive in Italia, e ha ambientato il suo romanzo che per altro racconta la sua storia di vita in quella terra , la mia curiosità è aumentata e volevo a ogni costo andare a scoprire questo piccolo paese posizionato al confine con la Moldavia,dalla quale si è staccato dopo una sanguinosa guerra civile.
Dopo aver caricato la mia jeep con il minimo indispensabile lasciavo l’Italia e puntavo a nord est.
Attraversavo l’Austria e l’Ungheria e entravo in Romania .
Le pessime condizioni in cui versano le strade rumene mi obbligavano a ridurre la velocità e a prestare la massima attenzione alla guida, toccavo le città di Oradea ,Cluj Napoca e costeggiavo il confine con l’Ucraina ,seguendo un tratto montagnoso e spettacolare attraverso la catena dei Carpazi.
Entravo in Moldavia e qui notavo fin da subito che il paese,considerato il più povero di tutta l’area Europea ,versava in condizioni economiche difficili,ma la sua popolazione era calorosa e disponibile nei miei confronti,visitavo la capitale Chisinau e mi perdevo tra i suoi viali alberati in cui la temperatura sfiorava i 37 gradi…
All’alba mi rimettevo sulla strada e schivando buche ,carretti trainati da asini ,e contadini con le zappe che si recavano al lavoro nei campi giungevo alla frontiera con la Transnistria.
La Repubblica della Transnistria ha proclamato la propria indipendenza dalla Moldavia in modo unilaterale e non è riconosciuta da nessuno stato al mondo .
Questo paese era per me un misterioso puntino sulla mappa geografica e per la maggior parte di noi sconosciuto ,ragion per cui l’adrenalina scorreva a volontà e quando il primo militare dava il via alle lunghe procedure doganali mi tornavano in mente i lunghi mesi trascorsi in sella nelle altre ex repubbliche sovietiche che ho visitato in questi anni.
Per prima cosa mi scontravo con la barriera linguistica,nessuno parlava inglese e solo grazie agli studi della lingua russa fatti in questi anni riuscivo a farmi capire dai soldati che comunque si proponevano con gentilezza nei miei confronti incuriositi da questo italiano venuto da lontano.
Trascorrevano un paio d’ore ed ero dall’altra parte ,i miei documenti doganali timbrati e vidimati dai militari che avevano ispezionato attentamente la mia auto.
La prima cosa da fare entrato nel paese era cambiare della valuta locale indispensabile per fare il pieno alla macchina che era ormai a secco.
Il primo impatto con il paese non era dei più rassicuranti:in mezzo alla strada all’entrata del primo centro abitato c’era un carro armato in mezzo alla strada e un gruppo di militari che controllavano tutti coloro che entravano in città.
Toccavo la capitale Tiraspol e attraversavo le sue enormi piazze ultimo baluardo del comunismo in cui facevano ancora bella mostra le statue di Lenin ,notavo con curiosità le enormi effige fotografiche del suo presidente Igor Smirnov che stringeva la mano al presidente russo Medvedev,e mi soffermavo sotto a una gigantografia di Che Guevara .
I lunghi vialoni che attraversavano la capitale mi portavano lungo il fiume Nistru –Dnietr dove una moltitudine di cittadini si faceva il bagno per stemperare la calura estiva .
Mi aggiravo per i mercati rionali ,incontravo gente e mi mischiavo alla popolazione ,venivo fermato un paio di volte da posti di blocco militari che imponevano rigidi controlli,i militari mi accusavano di avere bevuto vodka e di essere ubriaco ma visto che non avevo bevuto alcolici era solo una scusa per estorcermi del denaro.
Con pazienza mi mettevo a dialogare con loro e aspettavo che si rendessero conto che ero assolutamente sobrio e non avevo intenzione di pagare e tutto si risolveva senza problemi e potevo proseguire il mio viaggio.
La mia ultima tappa era la città di Bender ,passavo accanto a un carro armato lasciato esposto in una piazzetta in ricordo ai caduti della guerra con la Moldavia ,poi costeggiavo ancora il fiume di cui avevo letto nel libro “Educazione Siberiana” ,giungevo fino alla casa dei famigliari di Nikolai e coglievo l’occasione per portare loro un saluto assaporando la loro grande ospitalità .
Non riuscirò mai a spiegarmi come mai ho un debole per i paesi dell’Ex Unione Sovietica ,ma ogni volta che ci metto piede mi sento a casa mia ,nonostante gli imprevisti e le difficoltà che si incontrano dal punto di vista logistico .
Anche questo viaggio volgeva al termine e io già progettavo un'altra meta ,un altro paese da scoprire al di fuori dalle solite rotte commerciali ,non vedevo l’ora di riassaporare l’emozione del profumo dell’avventura ,…..”
Marco
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Tiraspol capitale della Transnistria

Moldavia

Carroarmato all'entrata di Bender - Transnistria
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Viaggio in Siria 2008

Entrata in Giapppone

Canada

Tokio
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"Viaggio in Medioriente 2008"
"Sono appena rientrato da un nuovo viaggio, che questa volta mi ha portato dall’Italia alla Giordania e ritorno.
Ma andiamo con ordine:dopo aver caricato la mia vecchia Pajero che aveva già macinato 160 mila chilometri ,con cibo ,tenda ,e un paio di filtri olio e benzina ,mi lasciavo alle spalle l’Italia per traghettare in Grecia e puntare verso Istanbul.
Alla mia auto non avevo apportato volutamente alcuna modifica era di serie ,come tutti i mezzi che ho utilizzato in questi anni ,mi ero limitato a farle un bel tagliando al motore e via…
Attraversavo tutta la Turchia ,toccando Ankara e scendendo verso sud est per entrare in Siria ,avevo già ottenuto il visto doganale in Italia all’ambasciata Siriana,alla dogana siriana impiegavo alcune ore per sbrigare le lunghe procedure doganali e fare vidimare dalle autorità il Carnet du Passage.
Effettuavo poi una deviazione imprevista al viaggio dirigendomi verso il Libano in quanto ci tenevo a visitare la sua capitale Beirut.
La situazione in Libano era tesa e i carri armati in mezzo alla strada la dicevano lunga sulla situazione geopolitica del paese.
Macinavo chilometri e polvere per ritornare a nord e rientrare nuovamente in Siria per toccare la bella capitale Damasco e effettuare una visita alla affascinante città vecchia e al suo suck (mercato).
La pessima qualità del gasolio locale ,mi intimava ad ogni pieno di carburante di incrociare le dita sperando che la mia jeep digerisse il liquame ,e che mi permettesse di proseguire il mio giro.
Nonostante la barriera insormontabile della lingua,l’arabo che io non parlo e non leggo, riuscivo a muovermi in ogni situazione ,decifrando i rari cartelli stradali in lingua araba e inventandomi percorsi alternativi , chiedendo a gesti e improvvisando una pronuncia araba precaria…informazioni stradali ai viandanti locali.
I giorni trascorrevano lenti e le emozioni si moltiplicavano ad ogni incontro umano e ad ogni paesaggio geografico che mi si parava davanti ,e quasi non mi accorgevo di essere entrato in Giordania ,dopo aver visitato il paese e la capitale Amman facevo dietrofront per rientrare sempre via terra ma con un itinerario diverso:Siria,Turchia,Bulgaria (dove i militari tentavano di smontarmi l’auto in quanto pensavano trasportassi un carico di eroina dalla Turchia…)poi era la volta di Serbia,Croazia,Slovenia e della nostra bella Italia .
Vi mando un abbraccio e grazie per le numerose mail che avete lasciato sul forum e all’interno del sito ,ora risponderò a tutti.."
Marco

a pochi chilometri da Damasco, Siria

L'entrata in Libano

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"Viaggio nei Balcani 2008"
"Cari amici una nuova esperienza si è conclusa e vi ringrazio per i messaggi di apprezzamento dei miei libri e di incoraggiamento che avete lasciato numerosi in questi mesi.
Dopo aver caricato il mezzo con una borsa leggera di indumenti legata al sellino, attraversato l’Italia fino ad Ancona mi imbarcavo su un traghetto diretto in Montenegro, da li risalivo le montagne in un susseguirsi di curve incastonate tra i boschi fino a toccare la capitale Podgorica.
Poi puntavo a Nord per entrare nella Repubblica del Kosovo, teatro di una recente guerra di indipendenza dalla Serbia, fin da subito si percepiva una certa tensione in quanto la regione è tutt’ora amministrata dall'ONU, e i carri armati dei militari, alla dogana, la dicevano lunga sullo stato di tensione in cui vive il paese.
Macinavo chilometri e aria fresca senza manco accorgermi di essere giunto a Pristina la nuova capitale del paese e ne approfittavo per girare il Kosovo in sella alla mia moto, notavo con piacere la buona accoglienza degli albanesi, che sono l’etnia di maggioranza nel paese.
Dopo essermi lasciato alle spalle il paese puntavo ancora a nord est per entrare in Macedonia, poi era la volta della Serbia, le aree rurali erano un’ottima occasione per fare conoscenza con la gente del luogo. Visitavo Belgrado, la capitale del paese, e poi rientravo in l’Italia attraversando Croazia e Slovenia.
La mia mente vola già verso una nuova avventura, da giorni mi aggiro attorno alla cartina geografica, valutando nuove idee e progetti, non vedo l’ora di ripartire...
Vi mando un caloroso abbraccio e vi terrò aggiornati sugli sviluppi imminenti di un nuovo viaggio...
Ciao "
Marco



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"Raid nel Caucaso"
"Cari amici sono appena rientrato da un lungo viaggio nel Caucaso, ma questa volta ho lasciato in garage la motocicletta per testare una 4x4, la nuova Bmw x3.
Devo dirvi che anche questa è stata una grande avventura.
Sono partito dall'Italia ai primi di Ottobre per attraversare la Slovenia, la Croazia, la Serbia e la Bulgaria, da li sono entrato in Turchia verso Istanbul per poi deviare a est e entrare nel Kurdistan.
Dopo aver superato le sue catene montuose sono entrato in Georgia nella catena del Caucaso meridionale, per toccare la capitale Tbilisi.
Dalla Georgia sono entrato in Armenia per ammirare i suoi stupendi monasteri medioevali che di per se valgono un viaggio da queste parti,a Yerevan la capitale sono riuscito ad ottenere un visto speciale di ingresso nella nuova Repubblica del Nagorno Karaback che ha dichiarato l'indipendenza dall'Azerbajan dopo una lunga guerra.
Sono giunto fino a Stephanakert la capitale e da li sono poi tornato sui miei passi per rientrare nuovamente in Georgia(in quanto la frontiera tra il Nagorno e l'Azerbajan è chiusa e ci sono tuttora scontri armati tra le due fazioni).
Ho attraversato le steppe solitarie dell'Azerbajan per giungere fino sul mar Caspio a Baku e da li ho puntato verso nord fino ad arrivare al confine con la Cecenia.
Ma non voglio dilungarmi troppo con i dettagli, nelle prossime settimane pubblicherò su un settimanale e su un mensile il reportage completo di foto e diario di viaggio.
Vi farò sapere quando e dove potrete leggere la nuova avventura.
A risentirci presto e mi scuso se non riesco a rispondere in tempi brevi alle vostre mail, ma da come avrete capito sono sempre in giro...
Un abbraccio a tutti"
Marco




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Progetto Missione Africa - 2006/2007
Il 21 Dicembre quando tutti preparavano l'albero di Natale per festeggiare
con i propri cari il Santo Natale 2006, io balzavo in sella e lasciavo la
mia città Valenza Po per puntare a ovest.
Dopo aver attraversato la Francia e la Spagna giungevo allo stretto di
Gibilterra,dove mi imbarcavo per il Marocco.
Sbarcato a Tangeri puntavo a Sud costeggiando l'Oceano Atlantico ,per
immergermi nel deserto della Mauritania.
Toccavo la capitale Nouakchot e deviavo a sud est per entrare nello stato
africano del Mali.
Visitavo la terra degli antichi popoli dei Dogon ,per poi attraversare la
dogana dello stato del Burkina Faso.
Le difficoltà nel reperire la benzina ,nel trovare la pista di sabbia giusta
da seguire ,e un pasto caldo e un giaciglio per la notte erano solo alcuni
dei problemi che dovevo risolvere quotidianamente...
Ma i meravigliosi paesaggi che mi si paravano davanti e l'ospitalità dei
popoli remoti mi appagavano degli sforzi compiuti.
Puntavo ancora a sud per toccare la capitale Ouagadougu ,e poi mi addentravo
in un nuovo paese: il Benin.
Giunto a Cotonou sul Golfo di Guinea al confine con la Nigeria si concludeva
felicemente il mio viaggio dopo aver percorso 12.000 chilometri.
L'Africa mi è rimasta nel cuore e non vedo l'ora di riabbracciarla con un
nuovo itinerario...

Incontro con pastori nomadi del Mali

Villaggio dei Dogon, Mali Orientale

Deserto della Mauritania
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Progetto Oceania - Marzo 2005
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Marco Deambrogio parte per un nuova avventura che questa volta lo porterà in Oceania, dove in Australia a Sydney lo aspetta la nuova BMW R1200 GS con la quale realizzerà il raid, in solitaria senza alcun supporto esterno come nelle precedenti spedizioni.
Il percorso si snoderà tra Australia , Tasmania e Nuova Zelanda attraversando deserti , foreste vergini e territori incontaminati per un totale di 20.000 chilometri .
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Nella foto qui sopra Marco in partenza per la sua nuova avventura

Marco al termine della sua prima tappa in Australia
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Oceania Expedition Project
Si è concluso da pochi giorni con successo il raid in moto in Oceania dell’esploratore motociclista Marco Deambrogio, che ha percorso 27.900 chilometri in 90 giorni di viaggio.
L’esploratore italiano da 4 anni gira il mondo in sella ( Marco ha fatto un giro del mondo nel 2001, nel 2002 ha portato un messaggio di pace da Milano a Kabul in tempo di guerra,nel 2003 ha fatto un raid in nord america, nel 2004 la Venezia Pechino sulle orme di Marco Polo).
La nuova Bmw r1200gs ha accompagnato Marco nei deserti d’Australia, attraverso le foreste pluviali d’Oceania nella terra di Tasmania e in Nuova Zelanda.
“La mia nuova moto è stata una grande compagna d’avventura ,se l’è cavata alla grande in ogni situazione anche le più difficili,agile nella sabbia dell’outback australe, nel fango di Tasmania e nelle moderne città che si affacciano sugli Oceani Pacifico e Indiano.
Questo raid che ho concluso da poco , come sempre in solitaria, è stato uno dei più duri che ho mai realizzato, nel deserto ho trovato temperature estreme di 62 gradi credevo di impazzire, ho dormito per tre mesi in tenda nel deserto e nelle foreste.
Il soffio del vento faceva da sottofondo alle nostre giornate...
Per me viaggiare significa imparare tante cose dai popoli che incontro lungo il cammino, e scoprire questo meraviglioso pianeta che ci ospita, con gran rispetto per la natura mi addentro nelle aree più remote.
Io con la mia moto ci parlo… tra me e la mia due ruote c’è un forte legame, lo spirito d’avventura ci spinge a compiere imprese mai tentate prima…, quando accellero mi sento un uomo libero.
Le immense fatiche compiute durante il giorno per trovare il cammino,l’acqua e la benzina , venivano ampiamente ripagate dal divertimento alla guida del mio mezzo meccanico e dai paesaggi mozzafiato che mi si paravano davanti“
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